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D. 27/05/2004 n. 13a) la delimitazione dell'area interessata, l'indicazione della tipologia del fenomeno e opportuna documentazione fotografica b) i parametri geotecnici di picco e residui c) l'andamento piezometrico locale e la sua oscillazione stagionale d) le verifiche di stabilità per ogni taglio stradale da effettuarsi conside rando l'eventuale presenza di falde acquifere e) la progettazione di eventuali opere di mitigazione e di compensazione. 32. Spostare il cantiere base del Lotto IV° progressiva 4+000 che è ubicato in parte in una zona in frana individuata dallo studio geologico come attiva «superficiale» e in parte in un'area individuata nel PAI con codice F19- 1682 (R1-P3). Si indica che nella porzione di territorio immediatamente a est dell'area cantiere individuata è presente una zona stabile, si propone di valutare la possibilità dello spostamento del cantiere in tale area. Tecnologico: 33. Prevedere nel progetto dei tratti di gallerie artificiali la messa in opera di elementi drenanti che garantiscano nel tempo la stabilizzazione dei livelli piezometrici, riducendo al minimo le soluzioni di continuità degli acquiferi; 34. Prevedere per la fase di scavo delle gallerie a) la verifica puntuale della stabilità delle zone di imbocco con particolare riguardo agli effetti provocati da eventuali depressioni e/o escursioni del livello delle falde in esse localizzate b) la predisposizione, allo sbocco delle gallerie, di un sito per la misurazione delle acque eventualmente drenate c) la redazione di un protocollo procedurale relativo alla gestione delle emergenze dovute alla captazione delle acque d) un sistema di collettamento delle acque inquinate da oli, carburanti e altri inquinanti dai cantieri di scavo delle gallerie, al fine di non inquinare le eventuali venute d'acqua di falda; 35. Prevedere per la fase di realizzazione dei viadotti e/o laddove siano presenti falde superficiali, che a) le attività di perforazione e di esecuzione delle fondazioni di pile e spalle non determinino l'insorgere del rischio di diffusione delle sostanze inquinanti dovute ai fluidi di perforazione b) l'utilizzazione dei fanghi di perforazione non riduca la permeabilità nelle formazioni litologiche interessate. Paesaggistico - ambientale: 36. Approfondire l'analisi dell'intervisibilità dell'opera riferendola ai gruppi di percettori più significativi (residenti, transitanti sulle infrastrutture di trasporto, fruitori degli spazi agricoli, spazi panoramici) per consentire l'adeguata integrazione/modifica delle misure mitigatrici previste in progetto. Archeologico: 37. Realizzare una carta di distribuzione dei siti archeologici e redigere la corrispondente relazione archeologica: fornire la costante assistenza archeologica ad ogni lavoro che comporti scavi e sterri nelle aree indiziate (comprese le opere cantierabili e di servizio in genere) da parte di operatori e/o imprese specializzate, i cui oneri saranno a carico del soggetto aggiudicatore. Localizzativi: 38. Elaborare nel progetto definitivo una soluzione base, corrispondente a quella progettata nel presente progetto preliminare che si propone per la localizzazione, ed una variante progettuale che definisca lo spostamento dello svincolo della Pedemontana con la viabilità ordinaria in prossimità della SS.77 in località C. Bordelli. 39. Traslare la strada di collegamento Della Rena nella gola nel cui fondo valle è ubicato il cimitero in località Madonna di Varano al fine di limitare la pendenza della strada proposta. 40. Realizzare un sottovia che eviti l'interferenza della Pedemontana con la strada pedonale di servizio al cimitero. 41. Eseguire un ulteriore approfondimento dello svincolo nella zona di collegamento con la S.S. 76 con particolare riguardo gli effettivi flussi di traffico previsti e alle esigenze di separare la mobilità locale da quella a lunga percorrenza anche in relazione a quanto in fase di progettazione e realizzazione da parte del comune di Fabriano. 42. Elaborare nel progetto definitivo una soluzione base, corrispondente a quella progettata nel presente progetto preliminare che si propone per la localizzazione, ed una variante progettuale che utilizzi le aree indicate dal comune di Cerreto d'Esi nella variante al piano regolatore. 43. Progettare un collegamento (sottovia carrabile) al km 0+750 per consentire il raggiungimento del canile comunale. In fase di esecuzione dei lavori: 44. Individuare e cartografare piante e vegetazione protetta ai sensi della legge n. 7/1985, verificando soluzioni alternative all'abbattimento e, se del caso, attestando l'impossibilità di soluzioni tecnologicamente valide e diverse da quelle comportanti l'eventuale abbattimento di vegetazione protetta. 45. Richiedere apposita autorizzazione alla Comunità montana di Camerino per quanto riguarda gli interventi che incidono con l'assetto forestale ricadente nel territorio di sua competenza. 46. Prevedere, lungo il tracciato dell'opera, aree ove effettuare la compensazione ambientale del materiale vegetale sacrificato, consistente nella piantumazione compensativa del quadruplo delle specie abbattute. Parte B - Raccomandazioni A) Assicurarsi che l'appaltatore dell'infrastruttura possegga o, in mancanza acquisisca, dopo la consegna dei lavori e nel più breve tempo, la certificazione ambientale ISO 14001 o la registrazione di cui al Regolamento CE 761/2001 (EMAS) per le attività di cantiere. B) Avvalersi per il monitoraggio ambientale del supporto di competenze specialistiche qualificate, anche attraverso la definizione di specifici protocolli e/o convenzioni; ciò anche allo scopo di promuovere la costituzione di centri di ricerca e formazione, funzionali sia alla realizzazione dell'infrastruttura sia all'ampliamento delle conoscenze scientifiche, sia alla creazione di nuove professionalità nel settore. C) Scegliere le caratteristiche di ciascuna misura di mitigazione verificandone gli effetti su tutte le componenti ambientali. D) Per il generale miglioramento dell'inserimento paesaggistico-ambientale dei ponti e dei viadotti: preferire l'adozione di strutture continue, a sezione variabile e con forme arrotondate; verificare la possibilità di inserire le opere di protezione dal rumore nelle strutture portanti, ad esempio adottando impalcati a via inferiore; definire con particolare cura il disegno delle forme e delle superfici delle pile e delle spalle e della loro naturalizzazione (piantumazioni e mascheramenti); verificare ed omogeneizzare le sezioni delle pile dei ponti anche al fine di minimizzare le alterazioni dinamiche, di rotta e/o di piena fluviale. E) Per il generale miglioramento dell'inserimento paesaggistico ambientale dell'infrastruttura: prevedere che le opere di sostegno siano a paramento inclinato con coronamento continuo e rivestimento in pietra locale tagliata a mano; conformare gli imbocchi delle gallerie secondo le pendenze del versante attraversato e raccordarli con continuità alle opere di sostegno all'aperto. |
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